Su cosa stiamo lavorando

Progetti in corso

Due progetti che disegnano la direzione della Fondazione: un luogo fisico dove i giovani possano crescere, e una pratica culturale per imparare ad attraversare insieme le grandi domande della vita.

Render dello spazio di Epicentro Giovani, il centro di aggregazione nel VII Municipio di Roma
Centro di aggregazione · VII Municipio, Roma · con Il Futuro è Ora ODV

Epicentro Giovani

Le comunità crescono quando offrono ai giovani non soltanto servizi, ma opportunità: spazi in cui sperimentare, costruire relazioni, scoprire ciò che sanno fare e sviluppare fiducia nelle proprie capacità. Da questa convinzione nasce Epicentro Giovani, il progetto più ambizioso nella storia della Fondazione.

Non un semplice spazio ricreativo, ma un presidio educativo e sociale per bambini, adolescenti e giovani tra i 6 e i 20 anni: un luogo dove incontrarsi, sviluppare competenze, coltivare passioni e immaginare il proprio futuro. Attraverso laboratori, attività culturali e percorsi educativi, il centro vuole accompagnare i ragazzi in una fase cruciale della loro vita, aiutandoli a costruire autonomia, autostima e capacità relazionali.

I giovani non sono un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare.

Il progetto è sviluppato nel territorio del VII Municipio di Roma insieme all'associazione Il Futuro è Ora ODV, mettendo in rete educatori, volontari, famiglie e comunità locale. Per la Fondazione, investire nei giovani significa investire nella capacità di una comunità di rigenerarsi: ogni ragazza e ogni ragazzo che trova spazio per esprimersi è una possibilità in più per il futuro di tutti.

In sintesi

Destinatari
Bambini, adolescenti e giovani tra i 6 e i 20 anni
Territorio
VII Municipio, Roma
Partner
Associazione Il Futuro è Ora ODV
Stato
Progetto in corso di sviluppo

Scopri il progetto e partecipa →

Welfare culturale · Roma · candidato al bando Sementi 2026

Pathei Mathos

ΠΑΘΕΙ ΜΑΘΟΣ — «imparare attraverso il dolore»

Locandina del progetto Pathei Mathos, con un dipinto metafisico e una citazione di Byung-Chul Han

Una comunità che non sa abitare il tragico è ancora una comunità, o solo un'illusione ben organizzata? Oggi il dolore viene privatizzato, il conflitto neutralizzato, la colpa individualizzata. Ma una comunità che espelle il tragico non si libera dal conflitto: lo rende invisibile, e per questo più distruttivo.

Pathei Mathos nasce da una domanda semplice e radicale: cosa succederebbe se i cittadini di Roma reimparassero ad attraversare il dolore, invece di evitarlo? Il progetto restituisce la tragedia greca alla sua funzione originaria — non oggetto di studio, ma pratica collettiva di elaborazione e orientamento — trasformando la filosofia e il teatro tragico in strumenti di benessere individuale e comunitario.

Non esiste benessere senza elaborazione del tragico.

L'espressione, tratta dall'Agamennone di Eschilo, racchiude un'intuizione attualissima: non si cresce evitando il conflitto, la perdita o il limite umano, ma trovando il coraggio di comprenderli. È la concezione greca dell'eudaimonia — non l'assenza di dolore, ma la capacità di attraversarlo e dargli senso dentro la vita di una comunità.

Come funziona

Il progetto si articola in cinque cicli seminariali, ciascuno costruito attorno a una grande tragedia, che lavorano in parallelo nel territorio di Roma:

I cinque cantieri

Prometeo incatenato
La natura umana, la tecnica e l'intelligenza artificiale
Aiace
Il tradimento nell'amicizia e il limite
Antigone
La disobbedienza civile e la sacralità del rito
Alcesti
L'amore come sacrificio e come cammino
Baccanti
La connessione con il tutto e la sapienza

Accanto ai seminari, incontri aperti e gratuiti negli spazi pubblici della città — a partire dai Giardini di Piazza Vittorio — e uno sportello di ascolto filosofico ispirato alla pratica socratica della cura di sé. Tutto converge in un unico esito: il Manifesto del Ben-Essere Urbano, un documento co-prodotto dai cittadini che hanno attraversato insieme le cinque tragedie.

La responsabilità scientifica è affidata alla Dott.ssa Alessandra Filannino Indelicato.

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Fra i banchi di scuola — un'insegnante tra gli studenti in aula
Ricerca sociale · in collaborazione con l'A.I.S. · candidature aperte

Fra i banchi di scuola

Autoetnografie di docenti alle prime armi

La Fondazione Porfiri cerca 40 docenti alle prime armi — con uno a tre anni di esperienza, nelle scuole secondarie — e li invita a diventare ricercatori della propria esperienza. Per un anno, attraverso un diario autoetnografico digitale, la quotidianità dell'insegnare diventa materiale di ricerca e conoscenza condivisa.

Un modo per dare voce e dignità scientifica a chi entra oggi nella professione, e per capire davvero come si diventa insegnanti nella scuola italiana di oggi.

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Educazione · attivo dal 2021 · candidature aperte

In Limine

Illustrazione del progetto In Limine: una penna che traccia il profilo di una città

Ci sono momenti in cui tutto può ancora prendere direzioni diverse. Uno di questi è il passaggio dalla scuola superiore all'università: una soglia piena di possibilità, in cui una ragazza o un ragazzo decide chi vuole diventare. In Limine nasce per stare accanto ai giovani proprio in quel momento, e per dire loro una cosa semplice: il tuo desiderio di andare avanti conta, e c'è chi crede in te.

Il nome richiama la soglia. In limine, «sul confine», è quel luogo in cui si lascia ciò che si è stati per diventare ciò che si può essere. Per questo la Fondazione va oltre la borsa di studio: durante il primo anno affianca a ogni studente una figura di riferimento, capace di ascoltare, orientare e incoraggiare. Attivo dal 2021, In Limine viene riproposto ogni anno, accompagnando via via nuove ragazze e nuovi ragazzi in questo passaggio.

Il vero traguardo non è solo entrare all'università, ma sentirsi pienamente al proprio posto.

Una borsa di studio, incontri periodici, un accompagnamento reale: In Limine trasforma un sostegno economico in un percorso di crescita e protagonismo, perché nessun desiderio di andare avanti si fermi per mancanza di un'occasione — o di qualcuno che ci creda.

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Impariamo attraversando, non aggirando.
Pathei Mathos

Vuoi collaborare o saperne di più?

Scrivici: siamo aperti a partnership con scuole, associazioni e istituzioni del territorio.