Un alfabeto che accompagna tutta la vita: quello delle emozioni. Un laboratorio per imparare a riconoscerle, nominarle e abitarle.
Saper leggere, scrivere e contare non basta: esiste un altro alfabeto, quello delle emozioni, che accompagna una persona per tutta la vita. Con EmozioniAMOci la Fondazione Porfiri ha portato l'alfabetizzazione emotiva tra i banchi dell'Istituto Comprensivo Nettuno 1, coinvolgendo 23 classi della scuola primaria in un contesto — quello del territorio — povero di stimoli culturali, dove mancano teatri, cinema e biblioteche.
Alla base c'è un'idea che viene dalla sociologia. Le emozioni non sono solo fatti privati: sono anche competenze sociali. La sociologa Arlie Hochschild ha mostrato che ciascuno di noi impara delle «regole del sentire» e delle «regole di espressione» — quale emozione si dovrebbe provare in una data situazione, e quale si può mostrare — e che gestire questo lavoro emotivo costituisce una sorta di «capitale» che incide sulla vita di relazione. La scuola è uno dei luoghi in cui questo apprendistato avviene; spesso, però, senza che venga davvero insegnato. EmozioniAMOci ha provato a colmare quel vuoto.
Le emozioni provate non sono mai sbagliate: si possono attraversare e gestire, come una risorsa e non come una colpa.
Il laboratorio si è articolato in sette incontri: uno informativo con famiglie e docenti, cinque incontri in ciascuna classe e uno conclusivo, condotto da una psicoterapeuta, dedicato ai genitori. Attraverso letture animate — tradotte anche nella Lingua dei Segni Italiana — i bambini hanno esplorato sei emozioni: rabbia, felicità, tristezza, paura, accettazione e fiducia. Per ognuna, un laboratorio creativo in cui trasformare l'emozione in un oggetto dal valore simbolico: una maschera per la rabbia, una piccola casa per la paura, un fiore fatto di mani per l'accettazione.
Il risultato più importante non è un oggetto, ma un clima: bambini e genitori che imparano a dare un nome a ciò che provano, a riconoscere che nessuna emozione è «sbagliata», a leggere anche la rabbia e la paura come parti di sé da comprendere. Perché la crescita affettiva non si costruisce solo a scuola: nasce dall'alleanza tra famiglia, scuola e comunità.
EmozioniAMOci si è svolto nell'ambito di «Insieme Siamo Arte» (2ª edizione), con il sostegno della Città Metropolitana di Roma Capitale, del Ministero della Cultura, della Regione Lazio e di ATCL.
← Torna ai progetti realizzati